[expo] Gioielli di Giordano Pini – Risvegli – Biagi Massimo Miradario

20130308 Giordano Pini Artista Gioielli Header Logo GP Arte per la Ricerca Giorgen Lyceum Club Firenze

28 settembre 2013 Galleria Arte Contemporanea Vannucci – Pistoia

Inaugurazione ore 20.30

…RISVEGLI…

Potete trovare il PhotoReportage dell’evento a questo URL:

http://www.mixinart.it/wp/expo-risvegli/

 

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[expo] – Cristina Palandri – Convento di San Pier Maggiore – Pistoia

2010516 Giordano Pini Artista Gioielli Sculture da Indossare - Header Expo Cristina Palandri Pistoia

16 Maggio > 14 Giugno 2013

Convento San Pier Maggiore – Liceo Artistico P. Petrocchi – Pistoia

Inaugurazione giovedì 16 Maggio ore 19:00

Mostra Personale dell’Artista Cristina Palandri – Le Case dei Poeti

Collaborazione su di un Opera ” L ‘ Albero”

 

Immagini Alta Risoluzione:

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Cosa dice della sua personale Cristina Palandri

..Sì i poeti! Perché nelle loro opere ritrovo quel sentimento di grande leggerezza e profondità di pensiero, che soprattutto rivela l’autentica spiritualità dell’uomo. Dice Italo Calvino in Lezioni americane: “La leggerezza per me si associa con la precisione e la determinazione, non con la vaghezza e l’abbandono al caso”.

Dopo svariati anni di lavoro, mi sono resa conto di aver “percorso” e rappresentato labirinti e “salito e disceso” scale dipingendole, “oltrepassato” mura virtuali; di essere “uscita” ed “entrata” in architetture sognate, che ho disegnato volutamente in maniera sballata … in questo modo la Casa è entrata a far parte della mia vita di artista.

Quando nasce un’idea -e a seguire il progetto- raramente mi affido alla macchina fotografica; per memorizzare ciò che vedo e m’interessa, di fatto ciò che “sento”, preferisco prendere appunti e fare schizzi preliminari, perché è così che l’immaginazione diventa parte predominante per le fasi successive di rielaborazione. Grazie a questo metodo di lavoro, nel tempo, ho rappresentato prospettive non reali, ma psicologiche, personaggi sospesi in silenzi senza tempo, teatrini giocosi o beffardi, interni ironici e crudeli, ma anche carichi di dolore e di bellezza.

Quale visione più profonda, più problematica, poteva suscitare l’idea di “intromettermi” nel mondo dei poeti? Coloro che hanno fatto della loro vita strumento di conoscenza passando dalla sofferenza alla spiritualità, dalla coerenza alla ragione, dalla realtà alla pazzia, dalla terra al cielo, dalla natura alla bellezza, ma sempre e comunque “autentici”.

Cristina Palandri

 

[Opera] Design | Scultura | Bios e Zoé | 2008

Nel greco antico il termine Zoé (ζωή) indica vita, anche se esistono tre sostantivi che ne rendono il significato: zoé (ζωή), bìos (βίος) e psyché (ψυχή).
Con
Aristotele l’opposizione tra i due termini zoé e bìos diventa spunto di riflessione filosofica per distinguere tra vita naturale ed esistenza politica, tra uomo come essere vivente e uomo come soggetto politico.
Nel mondo greco-romano
Zoé indicava il concetto universale della vita, il “principio della vita” comune a tutti gli esseri viventi; nel Nuovo Testamento il termine viene utilizzato per riferirsi alla “vita eterna”.

Zoé indica la “vita qua vivimus” ossia quella che è l’essenza della vita, la vita naturale, proprietà dell’essere vivente, vita in opposizione a morte; è la vita animale che si immedesima con il ciclo naturale, quella che noi condividiamo con il mondo della flora e della fauna e che corrisponde alla dotazione soggettiva che gli aristotelici chiamavano “anima vegetativa e sensitiva”. L’uomo che vive la sua zoé è quell’individuo che appartiene ad una data specie, che ha un corpo da nutrire e che è sottoposto a tutte le necessità che riguardano i viventi, compresa la morte. Egli condivide con i vegetali la generazione, la nutrizione e la crescita, e con gli animali le attività percettive e lo spostarsi da un luogo all’altro.

Bios é la “vita quam vivimus” ossia la vita qualificata, di qualsiasi genere che ha un inizio e una fine; è qualcosa di diverso e riguarda tutte le facoltà superiori dell’uomo. Si tratta di una vita orientata agli obiettivi liberamente scelti dalla ragione che fanno dell’esistenza della persona qualcosa di unico e irripetibile e quindi avente un valore proprio e irriducibile a quello della specie. Il bìos è la vita che l’uomo conduce nel diritto e nella libertà. La dotazione spirituale – conferita alla persona dal solo fatto di essere uomo e di cui la ragione e le altre suddette facoltà superiori sono manifestazioni ed espressioni più o meno evidenti – è condizione e garanzia del bìos. Proprio perché la vita umana, pur essendo in parte zoé, la trascende e diventa bìos, acquisisce un valore assoluto che esclude ogni intervento teso ad appropriarsene e/o a manipolarla.

All’uomo insomma appartiene ogni decisione sul come vivere, perché il valore del suo essere in vita non dipende dalla sua volontà.

In Bios eZoé l’artista vuole esaltare l’energia primordiale e porre l’attenzione sull’attesa e sulla speranza della nascita di una nuova vita data dalla presenza di tre uova, due all’interno del nido e uno all’esterno, realizzate in bronzo dorato con quarzi citrini ed ametiste.

Pini osserva continuamente gli elementi naturali che concorrono alla formazione del micro e del macro cosmo e realizza delle opere che sembrano essere frutto di processi naturali e non della mano dell’artista.

Chiara Innocenti

© Fotografia & Design: mixinart.it